El dutur ch'el cantava

Bè...mi ritrovo qui a caragnare come una scema che l'ultima volta è stato solo per mio padre, quando è mancato.
Si dice 'mancato' quando uno muore, sì perchè ti manca, ti manca qualcuno...ma anche qualcosa. Ecco, il dottor Vincenzo Jannacci è mancato, ma com'è che ti manca una persona che non ci hai nemmeno mai parlato, neanche per dirci un 'buonasera' toh?
E' che quando sento certe canzoni, certa musica di certi signori tipo lui o del suo amico fratello Giorgio...bè io sento l'odore di una certa Milano, una città che ogni tanto vado a ricercare, ad annusare con la scusa di fare qualche commissione in giro.

 Andavo per Milano col mio nonno...a pè...o 'ciapum el tram và che ti te set piscinina e mi paghi no perchè fasevi el cuntrulur'. E allora su...sul tram con le panche di legno e il campanello al posto del clacson, che mica si suonava con le mani poi... no coi pè...giù i bei pestoni del manovratore che quando si incazzava con una macchina per traverso eran dolori al tallone!
E c'era caso che qualche volta ci trovassimo anche il papà sul predellino del bigliettaio 'duve te vet?' col nonno!
Giri interminabili per andare a cercare quella tal cosa che alla drogheria 'Ferrari risparmio' ci hanno 'dumà lì' e via verso corso Garibaldi...a pè, nel senso di... a piedi.
Ricordo le scarpe strette e quel profumo immenso di drogheria, di catrame, di nebbia e di gente al lavoro.
Frec, nebia...rigorosamente pronunciata con la e molto larga mi raccomando, ùmid che entra nelle ossa, vedi all'angolo un barbone e il nonno inizia a fischiettare 'el purtava i scarp del tenis'. Io ero piccola ma lo conoscevo bene 'el stradun ch'el purtava a l'idroscalo'...ci ho trascorso la mia infanzia al Forlanini! E mi sembrava ridicolo sentirlo cantare alla radio da quel signore un po' strano che faceva così ridere, ci piaceva anche alla mia mamma che le canzonette non le ha mai digerite, lei che soltanto l'opera è musica!
Milano dicevo. Il colore è il grigio, con tante sfumature va bè ma... grigio.
Nei miei ricordi una città in bianco e nero come la fotografia in prima pagina del Corriere... no, del Giorno, che quello era il giornale preferito del nonno. C'erano quelli che compravano il 'Corriere' e quelli del 'Giorno' un po' come Milan e Inter. C'erano quelli che ci piaceva l'opera e quelli delle canzonette ma Gaber e Jannacci no.
Quelli piacevano a tutti perchè cantavano del tuo amico del bar o del pirla che non sa neanche fare il delinquente, che quando li vedevi alla televisione sembrava fossero i tuoi vicini di casa capitati lì per caso di fianco alla Mina. E cantavano in milanese, ma che si capisce anche a Palermo, così sentono che mica ci abbiamo tutti la puzza sotto il naso qui nella nebbia.
Che siam poveri cristi anche noi e che sarà pure grigia e piena di smog la nostra città ma il profumo lo senti lo stesso, è un profumo di cose che neanche tu sapevi di esserti affezionato, tanto che quando muore il tipo che le cantava...bè...ti senti un po' anche tu sciopare il cuore perchè ti manca.