nostalgie

Non ero ancora partita, giuro, dovevo ancora salire sul traghetto per tornare a casa e già avevo nostalgia... tutto avrei detto, ma che potessi innamorarmi del mare, questo poi no.
Eppure è successo.
Io, che non resisto più di mezz'ora al sole, che mi rompo l'anima dopo dieci minuti sulla spiaggia, che la gente intorno quando entro in acqua mi mette a disagio, che ho il terrore di entrare, che non l'avrei proprio mai detto...
Ed eccomi qui a pensare a quando sarà la prossima volta.
Poche cose nella vita incantano così. Il mare. Lo respiri e ti respira, ti invita e ti respinge. Più lo guardi più capisci che è l'unica cosa che può paragonarsi al tuo cuore.
Mistero profondo, non sai cosa nasconde, eppure ti regala sempre qualcosa, due sassi colorati, una conchiglia, un profumo, un abbraccio.
Raccogli sassi e conchiglie, li metti in un vaso trasparente, lì sulla mensola dove ci metti le chiavi della macchina, e senti ancora il rumore della risacca. Mentre eri lì a prendere il sole, a giocare a carte, a mangiarti il gelato, quando eri lì neanche lo sentivi, e adesso? Adesso scopri che ti è rimasto dentro, l'hai imparato.
Il mare è vivo, ti accarezza o ti schiaffeggia, si diverte o si arrabbia, non si lascia afferrare,  eppure è lì, disteso e abbandonato al tuo sguardo che lo vorresti abbracciare tutto tuttissimo e non ci arrivi, le tue povere braccia non possono. Ma lo sai che può stare tutto tuttissimo dentro di te. Cattura gli occhi, mai uguale. Ti vuole, sai che ti vuole e tu lo vuoi...insomma... ci siamo innamorati.